Il varnasrama si occupa di etica e moralità, che non
costituiscono la vita spirituale propriamente detta. Quindi,
impegnarsi nel varnasrama non è l'obiettivo della vita.
Quando ci occupiamo di accertare l'obiettivo finale, molte cose
verranno rifiutate, anche se possono avere una qualche utilità nel
realizzare l'obiettivo. L'utilità del varnasrama consiste
nell’invito a situarsi sotto l'influenza di sattva-guna,
l’influenza della virtù. Quando comprendiamo la nostra realtà
psicosomatica, siamo meglio attrezzati per condurre una vita
equilibrata e perseguire l'ideale spirituale. In questa misura il
varnasrama, o meglio, lo spirito e l'essenza di questo
sistema, ha valore in relazione allo scopo della vita.
Nella terminologia della Gita, una persona psicologicamente ben situata
è una persona consapevole della particolare influenza che i guna
(le influenze della natura
materiale) esercitano sulla sua psiche e agisce tenendo conto
di queste influenze. Indipendentemente da quali guna si è
prevalentemente influenzati, questa consapevolezza di base è essa
stessa un’influenza di sattva-guna, che governa sottilmente
il sistema sociale varnasrama della Gita. Nella visione della
Gita, il primo passo essenziale nella
virtù consiste nel collocarsi nel proprio dovere prescritto, un
dovere che corrisponde alla propria psicologia. Una volta
posizionato correttamente, si sperimenta un senso di armonia con il
proprio sé materialmente condizionato, che rende possibile la
coltivazione di altri aspetti della virtù.
Coloro le cui azioni non sono determinate in considerazione della
loro psicologia, saranno sbilanciati e cadranno più facilmente preda
delle influenze della passione e dell'ignoranza. Allo stesso tempo,
anche sattva stesso dovrà
essere trasceso, perché impedisce di raggiungere la massima libertà
nell'unione amorevole con Dio. Sotto la sua influenza si rimane
spesso prigionieri della tradizione religiosa, piuttosto che
realizzare il messaggio essenziale della tradizione.
Coloro la cui psiche è predominata da sattva possono, in
misura corrispondente, perseguire direttamente e naturalmente la vita
trascendentale, mentre coloro che sono dominati da rajo-guna
(l’influenza della passione)
e tama-guna
(l’influenza dell’ignoranza)
troveranno questo percorso più difficile. Per queste persone,
sebbene possano progredire in senso assoluto, possono sorgere
problemi relativi a
disfunzioni psicologiche, e creare alcuni impedimenti.
Questa nozione dei guna e della loro relazione con la cultura
spirituale e il benessere psicologico si adatta bene alla psicologia
transpersonale. In questo modello, la necessità di diventare una
persona psicologicamente ben adattata è considerata un prerequisito
o una disciplina parallela, intesa a completare la cultura spirituale
vera e propria.
Nell'interesse di "stabilire il varnasrama" dovremmo
prendere in considerazione la misura con
la quale la società moderna gravita
verso una sorta di integrazione sociale piuttosto che verso la
segregazione sociale coinvolta nel varnasrama. Dovremmo dare
uno sguardo essenziale a questa tendenza moderna, trovarne il valore
e adeguare
il nostro agire considerando questo valore,
sostenendo qualcosa che non va radicalmente contro la corrente dei
nostri tempi, ma che soddisfi l'essenza del varnasrama.
L'umanità sembra gravitare verso il terreno comune della nostra
specie come esseri umani, piuttosto che percepire differenze di
razza, sesso, credo, ecc. Questo ha valore, ma l'uguaglianza e la
realizzazione, propriamente intese, non sono raggiungibili nel regno
della morale. L'umanesimo e la moralità non possono mai appagare
l'anima. Né la moralità può realizzare il proprio ideale di una
società umana perfetta e rimanere vitale, perché la moralità
stessa dipende dall'avere una società bisognosa di morale. Una
società perfetta non ha bisogno di moralità. La vita spirituale
trascende il varnasrama.
L'uguaglianza di opportunità e di rappresentanza, il cuore della
democrazia, appartiene al regno dell'anima. La pratica spirituale
comune per tutti per realizzare questa uguaglianza è cantare i nomi
di Dio. Per farlo in modo pacifico e progressivo, sarà utile
svilupparsi in termini di essere individui ben adattati
(sattva-guna). Sebbene ciò possa avvenire attraverso la
cultura diretta della vita spirituale (ceto darpana marjanam, che
significa pulire lo specchio della mente), in pratica troviamo
che molte persone dopo anni di cantilenamento non hanno sviluppato
questo cuore pulito, che è rappresentativo dell'influenza di sattva.
Quindi la necessità è daiva-varnasrama, varnasrama
per i devoti. Il vero cuore del varnasrama consiste nel
facilitare lo sviluppo di questo essere umano ben situato
e integrato, che si sviluppa dall'essere consapevole della propria
realtà psicosomatica. Questo a sua volta faciliterà
la cultura spirituale.
In altre parole, il principio del varnasrama, basato sulla
considerazione dei guna, è universale. Non è necessario
limitarsi a un'espressione letterale di questa universalità relativa
ai tempi passati. Dopotutto, è materiale. Riguarda il regno della
relatività: moralità ed etica. Il suo valore risiede in definitiva
nella sua difesa di una realtà assoluta che la trascende. Moksa,
la
liberazione, lo
rende del tutto privo di significato, mentre prema, il puro
amore per Dio, lo impiega superficialmente nel
lila.
Se il varnasrama non viene compreso in questa luce, c'è poca
speranza di realizzare la nostra uguaglianza o di stabilire una sorta
di varnasrama oggi, anche nella società dei devoti, e molto
meno nella società umana.